n. 2/2016 – Il finanziamento privato alla politica in Italia

Segnaliamo il Policy Paper pubblicato da American Chamber of Commerce in Italy, alla cui elaborazione Cattaneo Zanetto & Co. ha collaborato. Un utile contributo al dibattito.

È arrivato il momento per le aziende che operano in Italia di porsi il tema del finanziamento della politica. Il declino del finanziamento pubblico, la nuova legislazione e la spinta a un’innovazione culturale pongono con forza questo tema, a cui ciascuna azienda dovrà dare una propria risposta. È opportuno per un’azienda finanziare la politica in Italia? E qualora lo sia, qual è il modo migliore di farlo? […]

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n. 1/2016 – Lobbying e business: il Socially Responsible Investing

Il Socially Responsible Investing (o Impact Investing) è una forma di investimento strategico che mira a considerare sia il ritorno economico che il benessere sociale conseguente ad una innovazione normativa. È una forma di pubblicità no-profit (cioè non direttamente a carattere commerciale) volta a creare consenso su tematiche su cui esiste una divergenza di opinione o una necessità di approfondimento culturale dovuto alla novità del tema o alla scarsa conoscenza nell’opinione pubblica.

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n. 1/2015 – L’attività di lobbying nella Terza Repubblica

Il prossimo anno tutti i passaggi della riforma costituzionale dovrebbero essere conclusi e, sempre nel 2016, dovrebbe entrare in vigore la nuova legge elettorale. Assistiamo quindi a profondi cambiamenti che incideranno notevolmente sulla rappresentanza di interessi. Ci attende una radicale trasformazione dell’assetto istituzionale che si riverserà, inevitabilmente, sulle modalità con cui svolgere le attività di lobbying.

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n. 5/2014 – Investire in democrazia

In questi giorni si è riacceso in Italia il dibattito sul finanziamento della politica. La progressiva abolizione (meglio: trasformazione) del finanziamento pubblico porta timori sull’eccessiva influenza che i grandi interessi economici potrebbero esercitare sugli eletti, affamati di donazioni e dunque “comprabili”. Vogliamo proporre una riflessione provocatoria, per trarre insegnamenti applicabili al caso italiano. Trent’anni fa l’economista americano Gordon Tullock pose una domanda fondamentale. Considerato l’impatto economico delle decisioni del legislatore, come mai in politica girano così pochi soldi? Il quesito di Tullock è decisamente attuale.

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n. 4/2014 – It’s the information, stupid!

It’s information, stupid! é la frase rivista del noto “haiku” (it’s economy, stupid) scritto sulla lavagna che campeggiava nella war room della campagna alle presidenziali americane di Bill Clinton. Una frase che cambiava la strategia. Per il mondo del lobbying la frase può essere riadattata mettendo al centro la parola “informazione”. Oggi il lobbying è battaglia di contenuti, dati, narrative per catturare l’attenzione per creare consenso e per convincere. Ogni lobbista moderno si deve dunque interrogare su come affrontare il tema della produzione di contenuti e come veicolarli ai propri stakeholder di riferimento in un contesto competitivo, dove ogni informazione è in competizione con quella di un altro interesse rappresentato. Dominare l’arena delle informazioni significa vincere la propria campagna.

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