n. 3/2014 – Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying

Ormai è diventato un “must”: le cosiddette terze parti (think tank, società scientifiche, università, centri ricerca, consumatori, associazioni, etc.) hanno sempre più un ruolo decisivo nella difesa degli interessi delle aziende o di interi settori industriali. A difendere, in sintesi, quello che chiameremo l’interesse privato. Non è certo un fenomeno nuovo nella sua forma, storicamente gli interessi privati hanno cercato alleati che li rendessero più pubblici e meno di “parte”, ma lo è nella sua intensità e nelle dinamiche strutturali che lo contraddistinguo in questo inizio di secolo. Quali sono, allora, le dinamiche dominanti o strutturali che spingono all’utilizzo sempre più intenso delle terze parti? Ne possiamo individuare almeno quattro.

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n. 6/2013 – Numerosi, mediatici, locali, duraturi. Quattro parole chiave dei nuovi interessi.

Il gioco dell’influenza sui processi decisionali diventa sempre più complesso. Ogni giorno nascono nuovi gruppi di interesse che partecipano attivamente al processo di policy-making. E’ un trend costante in tutto il mondo, ora molto visibile in Europa. Non solo aumenta il numero di interessi attivi, ma anche il numero di questioni di policy su cui i portatori di interessi si esprimono. Sempre più spesso il livello di intervento non è solo nazionale ma anche locale. E l’advocacy e il lobbying tendono a fondersi in un’unica leva, con forte caratterizzazione mediatica.

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n. 3/2013 – Il lobbista, da gestore di relazioni a efficace negoziatore

La letteratura manageriale ci insegna come in ogni organizzazione e in ogni ruolo aziendale vi siano schemi, modelli di comportamento e linguaggi condivisi. Pensiamo per un momento al marketing, al controllo di gestione, alla logistica. Coloro che se ne occupano leggono gli stessi libri e manuali, adottano codici linguistici simili in grado di stereotipare il loro ruolo, conferendone importanza e funzione riconosciuta all’interno dell’organizzazione. Questo accade, naturalmente, anche per chi all’interno dell’azienda si occupa di relazioni istituzionali. Per i lobbisti, insomma. Nel loro caso, però, non c’è molta letteratura a supporto; gli stereotipi sono quasi esclusivamente negativi. La mitologia si alimenta con le figure dei cattivi: “uomini nell’ombra”, “maestri dei sussurri” e così via.

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